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La prima sentenza di Cassazione del 2018 riguardante il D.Lgs. 81/2008 torna su un vizio abbastanza diffuso nelle aziende, soprattutto quelle piccole: la mancata sorveglianza e la superficialità con cui si lasciano fare lavori che espongono a rischi, magari per risparmiare qualcosa.

Come deve comportarsi il datore di lavoro di un’azienda al cui interno interviene un’impresa di pulizie che sostiene di non essere tenuta a nominare il medico competente e a sottoporre il proprio personale alla sorveglianza sanitaria?

Il regolamento UE 679/2016 sulla privacy introduce alcune novità di rilievo in materia. La principale è la cosiddetta “accountability”, ossia il principio di responsabilizzazione che attribuisce direttamente ai titolari del trattamento dei dati il compito di assicurare e comprovare il rispetto dei princìpi applicabili (art. 5 co. 2).

L’articolo 71 del D.Lgs. 81/2008 dispone per il datore di lavoro l’obbligo di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisiti di sicurezza. Per far ciò deve adottare adeguate misure tecniche e organizzative, in mancanza delle quali è sanzionabile penalmente con misure che possono arrivare all’arresto fino a sei mesi e ammende fino a 7mila euro.

Uno dei rischi presenti – e spesso più sottovalutati – nelle aziende è quello delle scaffalature nei magazzini, che presentano diverse componenti da valutare: la loro intrinseca sicurezza, la manutenzione, la prevenzione dei danni ai singoli componenti, l’utilizzo corretto.

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