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Decreto 10 agosto 2012 n. 161 - Terre e rocce da scavo: nuova disciplina per utilizzo come sottoprodotto e non come rifiuto.

 

E' stato pubblicato il decreto che disciplina l'utilizzo delle terre e rocce da scavo, il provvedimento stabilisce i criteri qualitativi da soddisfare affinché i materiali di scavo siano considerati sottoprodotti e non rifiuti, nonché le procedure e le modalità per la loro gestione e per il loro utilizzo.

N.B.: sono esclusi dal campo di applicazione del provvedimento i materiali da demolizione e costruzione

. Il provvedimento prevede che le terre e rocce da scavo, per poter essere considerate sottoprodotti, devono rispondere ai seguenti requisiti: a) essere generate durante la realizzazione di un'opera, di cui costituiscono parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tali materiali;

b) essere utilizzate, in conformità al

Piano di Utilizzo

redatto ai sensi dell'articolo5 dello stesso decreto:

1) nel corso dell'esecuzione della stessa opera, nel quale sono state generate, o di un'opera diversa, per la realizzazione di reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, ripascimenti, interventi a mare, miglioramenti fondiari o viari oppure altre forme di ripristini e miglioramenti ambientali;

2) in processi produttivi, in sostituzione di materiali di cava;

c) essere utilizzabili direttamente, ossia senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale secondo i criteri di cui all'Allegato 3 del decreto n. 161;

d) soddisfare i requisiti di qualità ambientale di cui all'Allegato 4 del decreto n. 161.

La sussistenza delle suddette condizioni deve essere dichiarata nel

Piano di Utilizzo

, che va presentato all'autorità competente almeno 90 giorni prima dell'inizio dei lavori per la realizzazione dell'opera; entro 30 giorni dalla presentazione del Piano potranno essere richieste, un'unica volta, integrazioni alla documentazione presentata.

L'Autorità potrà inoltre, sempre entro 30 giorni dalla presentazione del piano o dell'eventuale integrazione, richiedere, a spese del proponente, verifiche all'Arpat, il cui tariffario, basato su un costo minimo ed uno proporzionale al volume, dovrà essere predisposto dall'ISPRA entro il 6 gennaio 2013 e approvato dal Ministero dell'ambiente, unitamente alle garanzie finanziarie qualora l'opera di progettazione ed il relativo Piano di Utilizzo non vadano a buon fine. Trascorsi 90 giorni dalla presentazione del Piano, o delle eventuali integrazioni, il proponente

 

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