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Il nuovo Decreto Legge pubblicato in gazzetta il 23 luglio u.s. prevede la possibilità per l’utenza di accedere ai servizi di ristorazione al chiuso per il consumo al tavolo solo se si è in possesso di certificazione verde COVID-19.

Sono i titolari o i gestori delle attività a dover verificare il possesso di idonea certificazione da parte dei clienti. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Il Green Pass non è richiesto sotto i 12 anni di età. Via libera quindi anche senza tampone. 

Come viene verificato il Green Pass? Tramite l’applicazione “Verifica C19”, che permette al titolare/incaricato dell’attività di verificare, prima dell’accesso, la validità del Certificato senza violazioni di Privacy.

Dunque il green pass dovrà essere esibito per sedersi, se la consumazione avverrà all'interno del locale. Non all'aperto né tantomeno al bancone. L’utenza, anche se consuma il pasto all’aperto, può tranquillamente usufruire dei servizi igienici interni (Rimangono infatti sempre obbligatorie Mascherine e sanificazione mani).

Rimangono comunque in vigore tutte le misure precedentemente adottate (registro presenze, sanificazione, mascherine, distanziamento...)

Rimangono in vigore tutte le Misure precedentemente adottate per i festeggiamenti post Cerimonie (in questo caso sia all’esterno che all’interno).

A seguito del Decreto Legge n.105 del 23 luglio, è prevista l’obbligatorietà del green pass per l’accesso a eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici. Ma anche per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti, e per piscine, palestre, sport di squadra e centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso.

Quando viene rilasciato il green pass? Di seguito alcune informazioni utili.

In caso di vaccinazione:

  • per la prima dose dei vaccini che ne richiedono due, la Certificazione sarà generata dal 12° giorno dopo la somministrazione e avrà validità a partire dal 15° giorno fino alla dose successiva;
  • nei casi di seconda dose o dose unica per pregressa infezionela Certificazione sarà generata entro un paio di giorni;
  • nei casi di vaccino monodosela Certificazione sarà generata dal 15° giorno dopo la somministrazione.

In caso di tampone negativo:

  • Nei casi di tampone negativo la Certificazione sarà generata in poche ore e avrà validità per 48 ore dall’ora del prelievo.

In caso di guarigione:

  • Nei casi di guarigione da COVID-19 la Certificazione sarà generata entro il giorno seguente.

Con il DPCM del 17/06/2021 entra in vigore dal 1° luglio l’obbligo del Green Pass per tutti gli spostamenti da e per un’altra Nazione.

Ma, come ormai annunciato da tempo, anche per la partecipazione a festeggiamenti post cerimonie (Battesimi, Comunioni, Matrimoni…) è richiesta la Certificazione Verde.

La vera novità sta nel fatto che i titolari dei pubblici esercizi sono tenuti, come sottolineato nel Testo, alla verifica delle certificazioni degli ospiti. Ciò dovrà avvenire tramite l’applicazione “VerificaC19”  che permetterà al ristoratore di scansionare i QR Code degli ospiti senza violazioni di privacy.

Desta rammarico e preoccupazione la triste vicenda avvenuta in uno stabilimento tessile di Montemurlo (PO) il 3 maggio scorso. Luana d’Orazio, giovane madre ventiduenne, perde la vita schiacciata dall’orditoio al quale era solita lavorare ormai da circa un anno. Illuminanti le parole del sindaco di Montemurlo Calamai, che afferma: “La sicurezza non deve essere mai considerata un costo. La salute e la sicurezza sul lavoro vanno perseguite tramite una cultura della prevenzione che si crea, innanzitutto, con la formazione e l’informazione. La prima protezione è la consapevolezza del rischio. Il Covid e la pandemia rischiano di farci perdere di vista il problema delle morti sul lavoro”. Una riflessione importante in un momento in cui l’emergenza epidemiologica rischia di monopolizzare il tema della sicurezza sul lavoro. Senza voler ridimensionare la pericolosità del virus, è doveroso però ricordare che i dati INAIL sugli infortuni sul lavoro ci riportano 554.340 casi, di cui 1.270 con esiti mortali. Il Covid ha inciso, in base alle analisi condotte, nella misura di circa 139.000 casi, che corrisponde a circa un quarto del totale.

Il primo trimestre del 2021 denota addirittura un incremento: le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'INAIL entro il mese di marzo sono state 185, 19 in più rispetto alle 166 registrate nel primo trimestre del 2020.

Lo stesso premier Mario Draghi interviene sulla questione, dichiarando la convocazione della cabina di regia per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza nei luoghi di lavoro. L’intenzione è quella di intensificare le attività ispettive.

Un provvedimento che risulta necessario, anche solo valutando i casi di incidenti mortali verificatisi nell’ultimo mese. Si ricordano, tra gli altri:

  • Busto Arsizio (VA): un operaio di 49 anni muore schiacciato da una fresa industriale in una fabbrica di macchinari per l’estrusione della plastica

 

  • Croara (PC): un operaio 51enne muore colpito da un cancello in acciaio che stava montando in un cantiere

 

  • Mauro Forte (MT): un uomo di 49 anni muore travolto dal trattore su cui era alla guida

 

  • Gubbio (PG): esplode un magazzino di un’azienda che produce cannabis terapeutica. 2 morti e 3 feriti, di cui uno in condizioni molto gravi.

Il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV2/Covid-19 nei luoghi di lavoro” è ora attivo.

 

L’iniziativa che si è concretizzata nel protocollo per le vaccinazioni in azienda costituisce un’attività di sanità pubblica che si colloca nell’ambito del “Piano strategico nazionale” per la vaccinazione anti Covid-19 predisposto dal commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica

 

In questa delicata fase emergenziale, è prioritario rafforzare la campagna vaccinale nazionale dandogli ampia e veloce copertura. La possibilità di vaccinare in azienda costituisce un ulteriore canale di somministrazione che non supera le priorità individuate a livello nazionale e i criteri previsti nel Piano Regionale Vaccini, che rimarranno integralmente confermate e rispettate anche a seguito dell’avvio dell’attività.

 

Va in questa direzione TecnoAmbiente Srl che, attraverso i medici competenti e lo staff di operatori sanitari, mette a disposizione la pluriennale esperienza nel campo della Medicina del lavoro per poter elaborare e attuare la campagna vaccinale anti Covid19 nei luoghi di lavoro.

 

Si ricorda che l’adesione è volontaria e che è riservata alle aziende, che dovranno rispettare una serie di standard indicati dalle autorità sanitarie e sostenere i soli costi relativi alla procedura di vaccinazione presso la propria sede. A carico dello Stato resta la fornitura dei vaccini, la messa a disposizione degli strumenti formativi per il personale e per la registrazione delle vaccinazioni effettuate. Inoltre, potranno essere vaccinati solo i lavoratori dell’azienda, che ne faranno richiesta.

 

La partenza della campagna vaccinale è prevista per la fine di maggio 2021, ma dopo aver raggiunto le quote prioritarie previste dal “Piano strategico nazionale” per la vaccinazione anti Covi-19. L’attuazione della campagna sarà subordinata alla disponibilità di vaccini.

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